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giovedì 12 marzo 2015

Tim Duncan: un campione per caso

St. Croix é un paesino con una piccola comunità e una piccola popolazione dove tutti si conoscono.
Tim Duncan é uno di loro, é un cruciano.
A un cruciano viene insegnato a lavorare duro e ad eccellere con gli studi. 
I genitori di Tim tenevano al fatto che lui si impegnasse molto in tutto quello che faceva. Tim aveva due sorelle ed anche loro hanno ricevuto lo stesso insegnamento. St. Croix era un paesino molto vicino alla spiaggia nelle Isole Vergini e come tutti i ragazzi del luogo Tim amava l'oceano così la madre lo iscrisse alla piscina comunale del paese. Era portato e gli piaceva e con lui c'era anche la sorella. Aveva la strana caratteristica di tremare ogni volta uscito dall'acqua, le temperature di lì sono molto elevate quindi non era il freddo la causa.
Mediamente oggi Tim può nuotare dai 5 agli 8 km al giorno. Continua a impegnarsi fino ad avere un discreto successo e sua madre diventa la più grande tifosa. 
La madre di Tim era una persona d'oro: tornava la mattina dal lavoro, portava i figli alle gare e rimaneva sveglia tutto il giorno per fargli il tifo. 
Quando hai una persona del genere al tuo fianco non hai scuse.. Ma quando non ce l'hai?
I fonamentali della vita di Duncan erano la famiglia è il nuoto. Nell'89 la sua esistenza ebbe una svolta. La madre muore di tumore al seno il giorno prima del suo,14' compleanno, una batosta per Tim e nello stesso anno a settembre sulle Isole Vergini si abbatté l'Uragano Hugo. Tra i tanti danni ci fu anché il totale abbattimento della piscina comunale e nuotare diventò difficile per Tim. 
Si, solo per Tim, gli altri ragazzi andavano all'oceano e nuotavano, ma lui no. A Tim piaceva la competizione, piaceva dare tutto se stesso per vincere e nell'oceano tutto questo non c'era. Sposta il suo interesse su qualcos'altro: lui e i suoi amici cominciano ad andare a giocare al campetto di pallacanestro lì vicino. 
Nessuno andava a vederlo e molto spesso mentre la sua compagnia giocava rimaneva a bordo campo con i videogiochi. 
Tutto questo fin quando suo cognato non lo prese e gli fece capire che con quella stazza e con quell'altezza non poteva sprecarsi così. Lo allena, lo prepara fisicamente e gli insegna ogni fondamentale. Diventa bravo ma giocare dietro casa non avrebbe reso Tim una persona famosa così si sposta in playground migliori. Uno era quello della periferia di St. Croix. Era il più vicino ed era vicino alla spiaggia. Era più un campetto di esibizionisti, la gente non andava lì per giocare ma bensì per dimostrare quello che era in grado di fare. Ogni volta che andava a giocare era sempre il più alto, il suo gioco migliorava e di pari passo anche la sua reputazione ma era ancora sconosciuto negli Stati Uniti. 
Intervenne di nuovo il fato! 
Funzionava praticamente in maniera del tutto anormale: non ci si metteva d'accordo, le squadre andavano lì e se trovavano qualcuno contro cui giocare si giocava. Ebbe la fortuna di giocare contro la squadra di Alonzo Mourning, giocò e riuscì anche abbastanza bene e da lì partì tutto. 
Andò al college e alla fine del secondo anno l'NBA chiama ma Tim aveva ben altri piani: sapeva che il padre aveva promesso alla madre che avrebbe fatto laureare i figli, Tim lo fece da solo senza nessuna particolare spinta da parte di nessuno. Si laurea in psicologia e dopo venne accolto in NBA. 
'Neanche nei miei sogni più folli, neanche quando sono diventato 'big Tim' ho immaginato una cosa simile' é tutto quello che Duncan in lacrime riesce a dire ripensando alla sua storia, la storia di un giocatore divenuto campione per caso.


mercoledì 11 marzo 2015

I 61 punti di Chris Paul



Chris Paul si dice che sia il playmaker più capace dei nostri tempi, gioca titolare per i Los Angeles Clippers rivali dei più popolari Lakers ma non solo: Chris Paul è IL PLAYMAKER della nazionale Americana.
Anni 2000 nel sud degli stati uniti, North Carolina. In quel periodo Chris gioca ancora nelle high school, era ancora un ragazzo e lo è tutt'ora ma già onora uno dei più importanti valori presenti nel suo paese, una regola che tutti hanno a cuore e soprattutto a mente che recita l'obbligo di dimostrare a modo proprio l'amore che si prova per i nonni. 
Questo ovvio era solo per chi i nonni aveva il privilegio di poterli abbracciare ancora. Chris il nonno lo aveva ed era conosciuto da tutti nella zona, per lui non era un nonno come tutti gli altri, per lui quello era il suo migliore amico. 
Veniva chiamato Papa Chilly e aveva una pompa di benzina aperta tutti i giorni fino alle 7 di sera a meno che suo nipote non giocasse, allora si chiudeva alle 6.
Si parla di un legame nipote-nonno che va oltre tutto ciò che si può immaginare. Papa chilly avrebbe dato se stesso per suo nipote e lo stesso era per Chris. 
Un giorno un gruppo di malviventi per rapinarlo lo imbavagliarono e lo colpirono un paio di volte alla testa, Papa chilly era un albero d'uomo ma aveva problemi cardiaci e morì . La notizia arriva a Chris Paul, il cuore si frantuma: non perse solo un nonno, perse il suo migliore amico. 
Funerale, c'erano un po' tutti, era molto amato e tra i tanti c'era anche la zia di Chris, l'altra figlia di Papa chilly che gli dice 'Ti vedo un po' in difficoltà son, forse c'è un modo per onorare tuo nonno.. Quanti anni aveva nonno? 61? Segnerai 61 punti in sua memoria'
Il picco di punti messi a referto da parte di Chris fino ad allora era di 39. La partita si gioca, non forza nemmeno un tiro, gioca come se stesse giocando una partita normale in un concetto quasi utopico.
Fine del primo quarto Paul era a 32, è una di quelle serate che passano una volta ogni tanto, 46 alla fine del terzo quarto e a 2 minuti e 30 secondi dalla fine della partita ne ha 59. Entra in palleggio, subisce il fallo e segna, si va a 60 e 61 punti realizzati. Si sdraia a terra dopo il contatto e fissa il cielo, non potè crederci ma ancora ha un tiro a disposizione dopo aver subito il fallo. Lo tira corto, un metro corto. Dalle mani fino al suolo senza nemmeno toccare il ferro, la palla sta ancora rimbalzando a terra quando lui si volta alla panchina piangendo e cammina verso il padre nonché suo assistente allenatore. 
Sono 61 come gli anni di Papa Chilly